ULTIME POESIE

Dall’altana.
Mentre la bandiera flotta
e gli scarsi frutti dell'olivo si muovono al vento leggero ma teso, mi scopro a pensare alla mia figura ridicola
appollaiata quassù
come le impennate figure di cornacchie che controllano con un volo presto e sghembo
i diradati piccioni
La sequela dei tetti e del mare tra gli alberghi estivi
è qualcosa d’inatteso per gli altri,
per la vita che si muove sotto, sotto la cortina degli alberi, tappeto irsuto e verde, refrattario all’ordine primo ma dotato di un suo senso che cattura tra i miliardi di molecole costruite e sistemate con ordinatissime e scontate figure di case, tetti diversi, balconcini improbabili, serrande di ogni colore
e lo stridio degli uccelli continuamente in volo.
Da quassù mi sembra di dominare il mio piccolo mondo, simile a tanti altri eppur diverso a suo modo,
con una cifra ineguagliata di stranezza e verità e da quassù mi ricordo di quando discutevo di altezze, ma sempre astrattamente,
e poi pian piano le ho concretamente costruite
con la lentezza inesorabile di una leggera e pervasiva mania
che ora riordino in un’apparente dolcezza.
Ma le voci che passano sotto m’impediscono di vegliare il mio ego
come fosse una cosa sublime o sicura
sciolto in tutte queste figure che richiedono sì l’animo vigile
ma estroflesso al di fuori
alle forme scontate o fuggenti
alle anomalie infinitamente intuibili
ma così poco comprese e così poco spartite.
Resta un’inutilità felice
un’arrendersi al sole.