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ULTIME POESIE
4 Questa terrazza   per maglietta letteraria

1

Dall’altana

 

Mentre la bandiera flotta

e gli scarsi frutti dell'olivo si muovono al vento leggero ma teso,  mi scopro a pensare  alla mia figura ridicola 

appollaiata quassù 

come le impennate figure di cornacchie che controllano con un volo presto e sghembo

i diradati piccioni

La sequela dei tetti e del mare tra gli alberghi estivi
è qualcosa d’inatteso per gli altri,
per la vita che si muove sotto, sotto la cortina degli alberi, tappeto irsuto e verde, refrattario all’ordine primo ma dotato di un suo senso che cattura
tra i miliardi di molecole costruite e sistemate con ordinatissime e scontate figure di case, tetti diversi, balconcini improbabili, serrande di ogni colore
e lo stridio degli uccelli continuamente in volo.

Da quassù mi sembra di dominare il mio piccolo mondo, simile a tanti altri eppur diverso a suo modo,
con una cifra ineguagliata di stranezza e verità e da quassù mi ricordo di quando discutevo di altezze, ma sempre astrattamente,
e poi pian piano le ho concretamente costruite
con la lentezza inesorabile di una leggera e pervasiva mania
che ora riordino in un’apparente dolcezza.

Ma le voci che passano sotto m’impediscono di vegliare il mio ego
come fosse una cosa sublime o sicura
sciolto in tutte queste figure che richiedono sì l’animo vigile
ma estroflesso al di fuori
alle forme scontate o fuggenti
alle anomalie infinitamente intuibili
ma così poco comprese e così poco spartite.

Resta un’inutilità felice
un’arrendersi al sole.

 

 

2

Ho costruito

 

 

Ho

costruito questa terrazza

come altre

tutte sul cielo

alcune con vista mare

altre con vista tetti

altre con vista boschi.

 

Sono stato spinto

da una forza

più forte

che non so a cosa attenga

 

O forse so

ma a chi importa

una pulsione

quando siamo distratti da mille ambasce

tutte con vista inferno

e chi più fugge

più ne metta e   riposi

in suo desire…

 

Resta il sapore a fine ciclo

delle sfinite   essenze

mille raggiungimenti

discepolati

nelle due direzioni

e mille scarti

perseguendo come molti

una via per aggiunta

un atto per levare

 

per prova diseguale e per affetto

ai pochi animi forti

che incontro

alle poste più impreviste

e   affini

e colpevolmente   forse

a quella tenerezza

ch’è segno e ruolo

di un’età che volge   ormai

e che declina

 

Ma

dall’alto

tutto ciò che si perde

si riacquista

almeno   in prospettiva

e la fisionomia sfocata

s’apre all’orizzonte esteso

alla distanza pura

ed alla chiara luce.

 

 

3

dalla porta cornea

 

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S. G., da: “Poesie ultime e d’occasione”

Scarica file: aPesaro1977.jpg