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28/07/2011
 
 
POESIE IMMAGINI. Le ragioni prime...
valenza e canto, bianco e nero

 "Poesie-immagini"

Le ragioni prime di una scelta grafico/poetica

 

Quando, alla fine degli anni ‘60, mi affacciai, in modo alquanto più consapevole all'espressione, avevo, come tanti, di fronte, l'esperienza complessiva della poesia concreta, della poesia visiva, della mail art, della performance e dei portati storici avanguardistici e neoavanguardistici.  Avendo maturato il mio sentire su parametri alti, ove lo sperimentalismo, comunque giudicato, da altri e da me, era  presenza ineliminabile, sentivo la necessità di esprimermi in un modo che potessi avvertire come equilibrato, ovvero con uno stile risultante sia dalla forza evocativa dei grandi maestri, sia dalle suggestioni della contemporaneità. In realtà, la grande lezione poundiana, che per me è stata determinante, aveva già in sé tutte quelle complessità agenti, tutte quelle commistioni culturali, tutte quelle icasticità evocatorie, che potevano darmi il senso di un percorso artistico ed esistenziale, a suo modo ciclicamente concluso ed assieme aperto...  Nella seconda metà degli anni ‘70, incominciai a commettere poesia a disegno, articolati in un modo inscindibile dal contesto creativo, ma coordinati sulle suggestioni che venivano dal mondo dell'arte egizia, greca, romana.  Mi si imponevano anche però presenze indiscutibili come lacerti grafici provenienti dall'esoterismo,  dall’anticoccidente come dall’estremoriente, in definitiva anche da una sorta di post-dada, post-surrealismo o post-metafisica, deprivati però dai loro specifici referenti ideologici, ma valorizzati per la forza significante del loro tratto totalmente immerso e perso nel proprio tempo e nello stesso tempo capaci di ricapitolare il passato con indicazioni nuove e complesse anche se discutibili.  In tal senso sono rintracciabili i grafismi, peraltro abbastanza pubblicizzati, delle copertine dei libri delVertex-Poesia, dalla prima copertina di Né cani sciolti né pecore matte..., 1982, a quelle dei due numeri annuali  di Letteratura - tardocronache dalla suburra, 1984 e 1985, a quella del secondo manifesto  di Comunità vò cercando…1986, fino a tutte le copertine dei Quaderni di Heliopolis e poi di Letteratura-Tradizione.  Nello stesso primo periodo, dalla mia raccolta Guardie, che è del 1976, si afferma un tipo di poesia-immagine archetipica, con Valenza e canto, poesia che divenne ben conosciuta, e che fu recepita quasi come un manifesto in molti ambienti del radicalismo antagonista di allora e diede l’avvio ad una  precisa linea (proseguita ed affermatasi poi nella raccolta La sabbia e le piramidi del 1977 ed ancor più nella raccolta mista di poesia e prosa Atemporale, del 1985) ove l’immagine ed il testo poetico erano inscindibilmente fusi con una grafia, inoltre, che determinasse il senso immediato della riconoscibilità della forma, uno degli assunti successivi dei manifesti poetici del Vertex, implicitamente nel  I° del 1980 e dichiaratamente nel II° nel 1986.  Un cenno particolare lo devo fare, per forza di verità, in riferimento alle centinaia di copie di studio da me realizzate sui codici antichi.  In particolare sul codice virgiliano Vat. Lat. 3225 (=il Virgilio Vaticano) e Vat. lat. 3867 (=il Virgilio Romano); su  l’Ilias picta (=Iliade Ambrosiana), od il Dioscoride di Vienna, (Vindob. med. gr.1) o sulle foto della tavola lignea proveniente da Arsinoe, (P. Rain. VI) con L’ecale di Callimaco della collezione di Vienna, sulle foto dei “libri del deserto” dell’Oasi di Dakhleh in Egitto, che sono probabilmente della metà del V Sec, o sulle foto dei pugillaria o pagillares, gentilmente fornite al nostro curatore Valerio Massimo Manfredi, ovvero dei libri a soffietto, dallo scopritore Robin Birley a Vindolanda, sul Vallo di Adriano, del I Sec.. (Nello specifico, sfoglie sottilissime di legno di betulla, di ontano, di larice, di abete, con lettere-testi provenienti anche da altre parti dell’impero).  Tutto quanto resta, ciò, in pratica, della scrittura e dell’illustrazione di argomento profano greco-latino del periodo tardo antico,  o sul Codex purpureus con l’evangelista Marco scrivente che è, invece, del IX sec. (…e che determinò un vero e proprio giallo, relativamente a quella nostra specifica presenza, in quanto invitati d’onore dall’AIE italiana alla Fiera di Francoforte, dedicata, in quel 1989,  all’Italia…).  Senza contare le parafrasi continue, su pergamena animale, da fotografie riproducenti  mosaici ed encausti provenienti dal Museo Archeologico di Napoli, da Piazza Armerina, e da altri innumerevoli siti archeologici… Infatti, da quel tempo, avendo avviato la ricerca, matta e disperatissima, per i supporti materiali, in prima istanza per i prototipi e poi per le eventuali successive tirature, appunto su quella parafrasi su superficie piana (prototipi in pergamena animale o comunque su carte pregiate) di tutte le tecniche dell’antico, che dai primi anni '80 dura tutt’ora, è ovvio che la poesia-immagine mia successiva si arricchisce di ogni tipo di suggestione che proviene, con maggiore conoscenza strumentale, dal passato remoto.  Ma, essendosi anche contestualmente, di necessità, instaurata una prassi di vendita sul mercato aperto e reale, tali evocazioni hanno dovuto poi sempre trovare la strada, almeno nelle applicazioni successive e derivanti,  di una contemporaneità plausibile e comunicabile.   Da qui un difficile equilibrio fra la ricerca pura e la ricerca applicata, ricerca pura che ha trovato spesso una via di comunicazione con le mostre dello scriptorium heliopolis, nelle più disparate occasioni, (mostre da non confondersi  però con le partecipazioni alle tante fiere del libro d’arte, etc).  Continuando così con i miei testi materici (opere di poesia-scultura), le scatole parlanti, le sedie letterarie e i mille grafismi operati in origine per i prototipi di rotoli tavolette et similia, i tanti disegni per le magliette i braccialetti e le spille letterarie... Molte invenzioni o prototipi poi non realizzati, per gli arredi automobilistici, per l’universo del mobile (Pesaro è una delle capitali del settore…)  e dell’arredo urbano, per le poesie-manifesto...  Queste ultime  per più di un anno hanno convogliato tutta la mia ricerca creativa... e poi gli ormai numerosi interventi di arredamento per intere pareti domestiche, molti già realizzati  e che in alcuni casi specifici consistono in opere complesse, a tecnica mista, altamente suggestive…  Per la ricerca del paraeditoriale, applicata, abbiamo poi realizzato  tirature piccole o medie, (si va dalle 100 copie a massimo 500, ma con tirature spesso reiterate… fuorché ovviamente per le magliette letterarie, ove si parla di migliaia di copie), ricerca che è quella che poi si è per lo più estrinsecata appunto nelle copertine per libri e riviste, nel paraeditoriale realizzato e distribuito in librerie, shops dei musei, cartolibrerie,  commerciali e pubblicitarie e nelle idee grafiche che comunque più facilmente hanno potuto circolare, utilizzando una strumentalità più immediatamente comunicabile…